I tripidi sono insetti di piccole dimensioni ma di grande importanza per i danni che causano sulle coltivazioni.
La capacità di adattarsi a diverse condizioni ambientali e di sviluppare rapidamente resistenza agli insetticidi rende il loro controllo particolarmente problematico. I tripidi adulti misurano tra 1 e 2 mm e negli stadi giovanili sono privi di ali. Con temperature comprese tra 22 e 27 °C, che ne favoriscono l’attività, il loro ciclo biologico completo può variare da 10 a 14 giorni, a seconda delle specifiche condizioni ambientali. Tuttavia, i tripidi possono sopravvivere anche a temperature più basse (fino a 10 °C) o più alte (fino a 32 °C), infestando le coltivazioni per gran parte dell’anno sia all’aperto che in serra.
Le punture dei tripidi provocano il rallentamento della crescita delle piante e possono trasmettere numerosi virus, causa di diverse malattie. I sintomi dell’infezione includono maculature, necrosi fogliari e crescita stentata che, nei casi più gravi, portano alla morte della pianta. Particolarmente interessata dai problemi dei tripidi risulta la coltivazione della cipolla da seme, per la quale i danni si riscontrano sia nei vivai per la produzione dei bulbi, con forti attacchi sull’apparato fogliare, sia nei campi per la produzione del seme, con danni sulle foglie e sulle infiorescenze. Su queste ultime le numerose punture causano malformazioni, aborti fiorali, ridotta allegagione e formazione del seme con dimensioni e peso ridotti e bassa germinabilità.
Il trattamento dei tripidi richiede un approccio integrato che combini controllo chimico, biologico e pratiche agronomiche. L’uso di insetticidi chimici è efficace ma può danneggiare gli insetti utili predatori dei tripidi; i tripidi, inoltre, possono sviluppare rapidamente resistenza ai fitofarmaci stessi. Diventa quindi fondamentale applicare i trattamenti in modo mirato, evitandone l’uso indiscriminato e seguendo scrupolosamente le indicazioni riportate sulle etichette dei prodotti fitosanitari. Il controllo biologico si basa sull’introduzione di organismi utili, come i predatori che si nutrono di tripidi, o entomopatogeni, che infettano i tripidi riducendo la loro popolazione.
Atri metodi riguardano l’uso di trappole cromatiche in grado di attirare gli insetti, la rimozione dei residui vegetali, che aiuta a ridurre le fonti di infestazione, e la rotazione colturale, che permette di interrompere il loro ciclo vitale.