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COESIONE E RUOLO DEL SETTORE AGRICOLO

Riportiamo di seguito l’intervento di Cristian Maretti, Presidente Legacoop Agroalimentare, apparso sul numero di marzo di Sementi News

Il nodo centrale è rimettere al centro delle politiche il ruolo degli agricoltori per la salvaguardia delle produzioni di cibo ed energia, elementi di per sé strategici sullo scenario mondiale, ma soprattutto dell’accesso che questi hanno sui diversi mercati aumentando la forza e la creazione di nuove cooperative e organizzazioni di produttori.

La nostra visione non contrappone l’agricoltura all’ambiente, ma propone di riuscire assieme ad avere un “ambiente futuro” nel quale innovazione tecnica, ricerca genetica, lotta contro il dumping sociale ed ambientale nei commerci permettano ai nostri prodotti di arrivare a un prezzo equo per tutti sul mercato.

Un sistema agroalimentare giusto, forte e coeso costituisce le fondamenta anche per i nuovi traguardi che l’UE si è data nella lotta contro il cambiamento climatico e sullo scenario internazionale, costituito sempre più da blocchi continentali contrapposti.

Noi non rinneghiamo le ragioni che hanno portato al Green Deal perché sperimentiamo quotidianamente gli effetti dell’estremizzazioni climatiche che da decenni erano state previste dai modelli scientifici, ma pensiamo che dopo la pandemia e le guerre in corso vadano rilette le priorità e analizzato con cura quanta strada è già stata percorsa dal settore in direzione della sostenibilità rivalutando le strategie di mitigazione e di adattamento.

In questo senso condividiamo il dibattito animato dal Ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida sul ruolo dell’agricoltore imprenditore e custode del territorio e delle risorse naturali e crediamo che questo dibattito possa essere una base di incontro con altri portatori di interessi attraverso le istituzioni democratiche europee per arrivare ad un proficuo punto di equilibrio.

Nelle accese discussioni della campagna elettorale per le elezioni europee dei prossimi mesi avremo bisogno di un mondo agricolo e cooperativo più unito e coeso per favorire l’affermarsi delle ragioni del nostro settore consapevoli che il budget agricolo è stato pesante- mente intaccato nel corso degli ultimi 20 anni perché si è chiesto all’Unione di svolgere nuovi ruoli e nuove politiche mantenendo un misero 1% del PIL europeo.

Finito il momento della rabbia, gli agricoltori e i cooperatori dovranno saper valutare bene chi vuole dotarsi di più risorse e strumenti per avere più forza in Europa e come Europa nel mondo e chi delle proteste e dei blocchi racconterà strumentalmente per continuare soltanto a “coltivare” sterili illusioni nazionaliste senza futuro.

L'importanza di essere certificati

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