Avviato il 25 gennaio 2024, il Dialogo strategico sul futuro dell’agricoltura è giunto al termine negli ultimi giorni di agosto: sette sedute articolate su quattro temi chiave, che hanno visto come protagonisti i maggiori attori del settore agroalimentare.
La Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen aveva annunciato l’ideazione del Dialogo strategico sull’agricoltura europea già nel settembre 2023 durante il discorso all’Unione, confermando poi la volontà di tale strumento di confronto alle prime Giornate europee dell’agroalimentare di dicembre.
La necessità del Dialogo si è poi acuita all’inizio dell’anno, con le grandi proteste degli agricoltori in tutta Europa. La scorsa legislatura – con le discussioni sull’attuazione della PAC e del Green Deal, le conseguenze della guerra tra Russia e Ucraina e una serie di temi caldi legati al settore agricolo – ha trovato molte difficoltà ad allineare le posizioni dei vari attori coinvolti. Per questo motivo il Dialogo si è rilevato come strumento cardine per definire punti di partenza comuni da cui sviluppare regolamenti e capisaldi per la prossima PAC, già in discussione dal 2025.
Il Dialogo si è sviluppato attorno a quattro gruppi di lavoro formati da vari portatori di interesse dell’agroalimentare, della società civile, del comparto industriale e del mondo bancario, concentrati su:
SITUAZIONE ECONOMICA DEGLI AGRICOLTORI
In un mercato sempre più ampio e a varie velocità come quello europeo, è necessario bilanciare gli equilibri interni e preparare una strategia lungimirante per fronteggiare i mercati americano e cinese in grande espansione.
BIODIVERSITA CLIMATICA
È sempre più importante valutare il ruolo del settore agricolo in funzione dell’impatto sulla biodiversità, in un contesto di continui cambiamenti climatici. Allo stesso tempo è giusto non addossare tutta la colpa della questione sul settore agricolo, e quindi sugli agricoltori stessi.
SCIENZA E INNOVAZIONE
In un contesto di grande instabilità climatica, le conseguenze si ripercuotono sulle coltivazioni e il lavoro degli agricoltori: valorizzare l’innovazione e introdurre nuove tecnologie permette di preservare i prodotti e migliorarne la produzione. Inoltre, soprattutto per i giovani, le innovazioni costituiscono un grande argomento di dibattito sul futuro del settore a livello lavorativo e di investimenti.
SISTEMA ALIMENTARE E CATENA DEL VALORE
È sempre più importante capire come valorizzare la centralità del settore agroalimentare in funzione della necessità primaria di bisogni alimentari fondamentali della popolazione europea, e non solo. La catena del valore, articolata in vari punti e settori, deve quindi rispettare questo principio iniziale, tenendo conto di tutti i cambiamenti che interessano la filiera.
Nel discorso al Parlamento Europeo in occasione della riconferma a Presidente della Commissione, von der Leyen ha rimarcato l’importanza dell’ascolto del settore agricolo, concentrandosi su alcuni punti fondamentali:
EMISSIONI
Le misure anti inquinamento si concentreranno maggiormente sul comparto industriale, come anche testimoniato dalle linee guida pubblicate dopo la rielezione.
BUROCRAZIA
Riferendosi alla competitività sempre più accesa all’interno del mercato agroalimentare internazionale, von der Leyen ha ribadito la necessità di regolamentazioni chiare e processi agili.
REDDITO
“Mi impegnerò perché gli agricoltori abbiano un reddito dignitoso e giusto, nessuno sarà obbligato a vendere sottocosto i prodotti agricoli”. In questo senso, durante il suo discorso di insediamento, von der Leyen ha ribadito un punto fondamentale per il settore in funzione dei meccanismi del mercato globale.
In questo senso il Dialogo ha stilato un documento di poco meno di cento pagine in cui vengono esposti i punti fondamentali da cui partire per la futura politica agricola europea.
SOSTENIBILITÀ
Con l’obiettivo di un maggiore benessere animale, si prospettano scelte volte a una maggiore sensibilizzazione dei consumatori verso mercati e produttori certificati.
COOPERAZIONE
Nel raggiungimento di sistemi alimentari sostenibili, la cooperazione tra gli agricoltori è centrale per affermare il ruolo stesso degli addetti nella catena di produzione.
EMERGENZIALITÀ
Al netto dei cambiamenti climatici in atto, l’obiettivo è preparare e definire piani di rischio e intervento specifici.
RICAMBIO GENERAZIONALE
Tra i punti centrali anche la creazione di un settore dinamico e flessibile per favorire il ricambio generazionale e la promozione della parità di genere.
DIGITALIZZAZIONE
Digitalizzazione e innovazione tecnologica sono identificati come strumenti fondamentali a livello economico, sociale e tecnico.
Questi punti si legano indissolubilmente alla presentazione da parte di Mario Draghi del report sulla competitività dell’UE. Draghi ha sottolineato come sia necessario un cambio radicale di rotta verso un’Europa maggiormente produttiva, davanti al rischio di “una lenta agonia”; una produttività che passa per investimenti pari a 750-800 miliardi l’anno. Il messaggio è quindi quello di un cambiamento urgente, concentrato su innovazione e concretezza. L’Europa rischia infatti una crisi prolungata se non sarà in grado di affrontare questa sfida, definita dallo stesso Draghi come “esistenziale”, soprattutto in luce delle evidenti difficoltà del mercato europeo davanti all’avanzata di quelli cinese e americano.