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LA DICIOTTESIMA ASSEMBLEA NAZIONALE DI LEGACOOP AGROALIMENTARE

Riportiamo di seguito le riflessioni di Cristian Maretti, PresidenteLegacoop Agroalimentare

A qualche giorno dalla conclusione della diciottesima Assemblea Nazionale di Legacoop Agroalimentare, mi sento di svolgere alcune riflessioni con i Soci di una delle più importanti cooperative aderenti. 

L’ampia discussione preparatoria ha coinvolto un consistente numero di soci e dirigenti delle cooperative e dei consorzi aderenti, in venti assemblee regionali che hanno nominato 308 delegati: questo rappresenta un grande valore per chi deve portare avanti istanze sempre più complesse e difficili.

L’altro grande elemento di speranza per il nostro settore è stato l’approfondito confronto tra i delegati in rappresentanza di tutte le filiere agricole, nonché con autorevoli esponenti delle istituzioni, tra cui il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida su politica e cooperazione, e con esponenti del mondo professionale, sindacale, imprenditoriale e accademico.

D’altronde il livello delle preoccupazioni è molto alto, a partire dal peso crescente delle minacce al commercio globale, così importante per C.A.C. e per moltissime altre realtà del settore.

Parimenti, il cambiamento climatico in accelerazione, di cui gli agricoltori e le loro cooperative sono i migliori testimoni, infligge già danni significativi alla produzione, sia a causa della siccità, sia per il progressivo aumento dell’incidenza degli eventi estremi. Esso rappresenta perciò il rischio sistemico di lungo periodo più grave, con profonde implicazioni sul presente e sul futuro dell’agroalimentare italiano.

È essenziale ispirarsi a politiche adeguate, affinché la strada di coniugare sviluppo economico e politiche ambientali rimanga percorribile. Solo così tali politiche potranno essere efficaci, popolari e socialmente sostenibili.

Per superare questa situazione la politica ha certamente vari strumenti a disposizione, ma uno dei principali è proprio quello dell’economia cooperativa. È responsabilità dei cooperatori riproporre con forza a livello politico le virtuose caratteristiche del modello che praticano perché esse, incidendo alla radice sul suo modello di sviluppo, possono costituire una reale risposta ad alcuni dei problemi dell’economia italiana.

Del resto, sarebbe paradossale non farlo proprio quando, per la prima volta nella storia, il documento di avvio del dialogo strategico sul futuro dell’agricoltura della Presidente della Commissione Europea Von der Leyen, ha menzionato specificamente l’importanza della cooperazione nel settore agricolo, in particolare per la difesa del reddito dell’agricoltore. Di conseguenza, il nostro settore agroalimentare può assumersi la responsabilità di attribuirsi un ruolo di avanguardia nel riconoscimento pubblico dei vantaggi dell’imprenditorialità cooperativa nel suo complesso.  

La menzione da parte della Commissione dell’importanza della cooperazione è un passaggio che possiamo definire storico: risponde alla richiesta che da tempo abbiamo sollevato relativa a una promozione della forma cooperativa da parte dell’Unione. Mancano ancora gli strumenti normativi e finanziari adeguati a questo passaggio. Ci auguriamo dunque e ci impegniamo affinché, facendo seguito a questa storica menzione, si possa passare all’azione concreta, partendo dal riconoscimento di questi strumenti di sostegno alla cooperazione.

L'importanza di essere certificati

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