La mancanza di manodopera è una problematica che si ripresenta ciclicamente per agricoltori e aziende.
Ogni anno, durante la stagione delle lavorazioni, la ricerca di personale diventa una questione spinosa per gli imprenditori agricoli. Sebbene nel 2024 si sia registrato un aumento dei contratti a tempo determinato per gli operai agricoli (+ 2,3% secondo i dati INPS), trovare lavoratori rimane difficile. Anche perché, andando a scorporare i dati, l’85% degli impiegati nelle aziende agricole è costituito da conduttore o famigliari e solo il 15% extrafamiliare (Fonte: CREA).
Le cause sono varie e radicate:
TIPOLOGIA DI LAVORO
Il lavoro agricolo risulta faticoso a livello fisico e molti lavoratori preferiscono altre mansioni, meno pesanti.
STAGIONALITÀ
Le lavorazioni agricole si concentrano in determinati periodi, non garantendo costanza durante l’anno.
RETRIBUZIONI
Spesso le retribuzioni del settore agricolo non riescono a sostenere la concorrenza delle paghe di altri comparti.
Uno degli strumenti utilizzati per ovviare al problema è il cosiddetto “Decreto Flussi”, approvato con cadenza annuale dal 2001, strumento amministrativo che programma l’ingresso di lavoratori non comunitari per il lavoro stagionale.
Il Piano è costituito da un documento triennale, detto programmatico, che pianifica le entrate; un “Decreto flussi” gestito dalla Presidenza del Consiglio, a cadenza annuale, che determina invece le quote massime di stranieri autorizzati a entrare nel territorio italiano. Il 30 giugno 2025 il governo ha approvato la parte di piano programmatico per il triennio 2026-2028, con un aumento di 50.000 persone rispetto al triennio precedente, e 267.000 lavoratori destinati al settore agricolo.
Spesso, però, il problema diventa la burocrazia. Come già avvenuto in passato, denuncia Coldiretti, il rischio è che la formula del click day renda il processo farraginoso, dando risposte tardive ai lavoratori, anche oltre il periodo effettivo delle lavorazioni. Coldiretti ha quindi richiesto “una velocizzazione dei processi all’estero, attraverso il diretto coinvolgimento dei consolati”. Una gestione attenta permetterebbe di gestire meglio le lavorazioni ed evitare fenomeni criminali di caporalato, come denunciato da Coldiretti, Eurispes e Fondazione Osservatorio agromafie e dalla campagna Ero straniero, sostenuta da A Buon Diritto Onlus, ActionAid, Asgi, Federazione Chiese Evangeliche Italiane, Oxfam, Arci, Cnca, Cild, Fondazione Angelo Abriani.
Si parla anche di meccanizzazione e digitalizzazione di alcune pratiche: dalle macchine agricole, fino ad arrivare alle nuove tecniche di robotica e agricoltura verticale; soluzioni studiate e testate, ma fantascienza per molte piccole realtà.
La problematica risulta quindi variegata e spesso connessa a molte altre complessità. La soluzione comporta una partecipazione diffusa di tanti soggetti: sindacati, aziende e istituzioni sono chiamate ad aprire un tavolo di dialogo per individuare tutti gli strumenti possibili per agevolare chi offre lavoro, e chi ne necessita.