Il futuro dei droni in agricoltura è brillante. Si prevede che la tecnologia diventerà sempre più accessibile, efficiente e integrata con altre soluzioni di agricoltura di precisione.
Sia Stati Uniti che Brasile utilizzano droni in agricoltura ma in prima linea, a livello globale è l’Asia. In particolare Cina, Giappone e Corea del Sud hanno investito massicciamente nello sviluppo di questa tecnologia. In Cina, ad esempio, l’uso di droni per i trattamenti fitosanitari è diventato una pratica comune, con aziende leader che producono migliaia di unità all’anno.
In Europa, la situazione è più complessa. L’adozione dei droni agricoli è in crescita, ma procede con cautela, soprattutto a causa di un quadro normativo in continua evoluzione e leggi che variano da un paese all’altro. In Italia, distribuire prodotti fitosanitari con i droni è vietato; mancano inoltre i prodotti fitosanitari specificatamente autorizzati per essere distribuiti con i mezzi aerei. Per ora è consentito utilizzare solamente prodotti non registrati come fitosanitari, come ad esempio concimi, insetti utili, ecc.
Nell’ottica di avviare sperimentazioni in questo campo, anche per il 2025 il Ministero della Salute ha rinnovato alla Regione Emilia-Romagna l’autorizzazione per avviare la sperimentazione sull’utilizzo di droni in agricoltura a scopo fitosanitario. La richiesta della sperimentazione da parte del Settore Fitosanitario della Regione Emilia-Romagna era nata dopo l’alluvione del 2023, per cercare di dare una risposta alla necessità di eseguire trattamenti nei terreni coltivati quando non era possibile accedere ai campi con i mezzi tradizionali. Le prove nel 2024 sono state condotte sulla vite, mentre nel 2025 sono estese sulla coltura della cipolla.
Tutto il materiale prodotto dalla sperimentazione sarà condiviso con il Ministero della Salute nella speranza di avere anche in Italia normative che permettano in futuro l’utilizzo dei droni nella difesa delle colture.